martedì 16 dicembre 2014

Stress a Natale

Mal di Natale

 “Natale è festa di gioia e pace, ogni rancore si spegne o tace; tutto si scorda, tutto si oblia, deve esser giorno sol d’allegria” recita una filastrocca natalizia per bambini.

  Ma chi ha detto che il Natale porta sempre felicità ed allegria?

Il Natale, infatti, festa del bambino Gesù e dei sentimenti buoni, se per molti rappresenta un momento religioso da vivere insieme alla famiglia, per altri rappresenta un momento difficile che provoca  ansia, depressione disagio e  senso di vuoto.


E’ il periodo dell’anno in cui tutti i nodi vengono al pettine e non come riporta la filastrocca sopracitata: ”ogni rancore si spegne o tace; tutto si scorda” al contrario proprio durante il periodo natalizio possono  aumentare i rancori, i litigi, il pessimismo e la sfiducia nel futuro.

Poi ci sono gli incontri spiacevoli con parenti e amici che fanno riemergere vecchi dissapori, ansie e gelosie.  Ancora le cene delle festività che non fanno piacere a nessuno.

A tale proposito, ci sono molti studi che confermano come il Natale possa essere un momento difficile per chi è psicologicamente fragile.

Già nel 1981 J.R. Hillard descrisse il cosiddetto “Christmas Effect” mettendo in evidenza come durante il periodo natalizio aumentassero le richieste di aiuto per problematiche collegate alla depressione e al disagio psicologico.

Nonostante ciò, il Natale è una festa irrinunciabile, da bambini impariamo a vivere il Natale come un momento di gioia e serenità in cui bisogna essere felici, da adulti a Natale rimpiangiamo l’infanzia felice che abbiamo avuto.

Il Natale da alcune indagini condotte è inserito tra gli eventi stressanti per ansia e depressione a causa degli stimoli emotivi legati a questa festività.

I vissuti che si sperimentano durante il periodo natalizio sono: rimpianti per l’infanzia felice che non abbiamo mai vissuto con il senso di essere stati privati di affetto, doni ed attenzioni, soffrire per le persone care che non ci sono più, non gioire delle visite di cortesia, che spesso vengono vissute come un obbligo e non un piacere.

Il Natale per alcuni è un periodo crudele perché li costringe a fare i conti con il tempo che passa, a fare il bilancio della vita per la mancata realizzazione dei sogni e per la delusione delle aspettative.

E’ assolutamente importante non lasciarsi travolgere troppo dall’ondata della festività, non  alterare  completamente i propri ritmi di vita e le proprie abitudini, senza  dimenticare un piccolo regalo, un momento di attenzione e affetto verso di sé.

Dott.Giuseppe Restuccia, Medico-Psichiatra Psicoterapeuta


martedì 1 aprile 2014

I MIEI SERVIZI




                 Prima visita psichiatrica, della durata di un’ora circa: nella prima visita si discute sui motivi che hanno portato alla visita,  viene effettuata una raccolta anamnestica completa riguardo alla storia personale e familiare. Se necessario al termine della visita viene consigliata una terapia farmacologico o psicoterapica ed eventuali accertamenti necessari.

                visita di controllo, che dura circa trenta minuti: ha lo scopo di monitorare nel tempo le condizioni cliniche, valutando eventuali modifiche della terapia, con il fine di stabilire un adeguato progetto terapeutico.

                psicoterapia individuale, della durata di quarantacinque minuti circa: intervento che necessita di sedute continuative e frequenti al fine di migliorare lo stato di benessere della persona.  I percorsi di psicoterapia possono avere una frequenza settimanale, quindicinale e mensile a seconda delle necessità del caso.




DISTURBI TRATTATI


·   DEPRESSIONE (svogliatezza, perdita di appetito, scarso interesse, insonnia, pensieri di morte)

·   DISTURBO BIPOLARE (ridotto bisogno di sonno, essere “su di giri”, sbalzi dell’umore, euforia, depressione, disforia, aumento delle  energie,  aumento dell’autostima, irritabilità, facile distraibilità)

·   CICLOTIMIA (incostanza lavorativa, incostanza geografica, incostanza sentimentale, ipersensibilità al giudizio, alla critica, al rifiuto ed all’abbandono)

·   DISTURBO BORDELINE (euforia, depressione, comportamenti autolesivi, abbuffate, uso di sostanze d’abuso, rabbia, sentimenti di vuoto e di noia)

·   DEPRESSIONE POST PARTUM (sentirsi inadeguati nella cura del bambino, non riuscire a provare emozioni nei confronti del bambino)

·   DEMENZE E DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN SOGGETTI ANZIANI (insonnia, agitazione, delirio di persecuzione e di gelosia, convinzione di essere avvelenato, aggressività fisica e verbale)

·   PSICOSI (deliri, allucinazioni, comportamenti disorganizzati  e “strani”, isolamenti sociali)

·  DIPENDENZA DA SEDATIVI

DISTURBI TRATTATI


·   DISTURBI DI PANICO (“cuore in gola”, paura di morire e di impazzire, paura di aver paura, bisogno del compagno accompagnatore per uscire, tachicardia, sudorazione, “mancanza di aria”)

·   OSSESSIONI “ manie” (rituali a scopo scaramantico o propiziatorio, sentimenti di indecisione e di insicurezza)

·   FOBIE

·   DISTURBI D’ANSIA

·   MALATTIE PSICOSOMATICHE

·   CEFALEA-EMICRANIA

·   INSONNIA-NERVOSISMO-IRRITABILITA’

·   FIBROMIALGIA-DOLORI DIFFUSI

·   CRISI BULIMICHE-ABBUFFATE




PSICOTERAPIA


·   PERCORSO ASSERTIVITA’- AUTOSTIMA

·   PERCORSO DISTORSIONI COGNITIVE

·   STRATEGIE COMPORTAMENTALI PER SUPERARE ANSIA-PANICO-DEPRESSIONE.

·   PERCORSO DEPRESSIONE REATTIVA AD EVENTI STRESSANTI

·   PERCORSO PER VINCERE LA TIMIDEZZA

·   PERCORSO DI COMUNICAZIONE EFFICACE

·   PERCORSO GESTIONE RABBIA ED AGGRESSIVITA’

·  PERCORSO DISTURBO DELLA PERSONALITÀ


LA PRIMA VISITA

Gentile Signora, Gentile Signore,

qualora stia considerando la possibilità di sottoporsi a una visita medica presso di me, desidero informarLa  a proposito della natura dei miei interventi.

 Il primo incontro con me è fondamentale perché consente di
ottenere informazioni sulla storia recente e passata del paziente ed
impostare il trattamento  più appropriato che puo’ essere una terapia farmacologica, un percorso di psicoterapia oppure un approccio integrato che prevede l’utilizzo di  farmaci e  della psicoterapia.

Durante la seduta, inoltre, esamino non solo la componente psicologica-psichiatrica, ma anche lo stato di salute generale della persona, in modo da avere un quadro complessivo delle sue condizioni mediche.

La durata della prima visita con me sarà di circa 60’ minuti, tempo a mio avviso necessario per impostare un programma di cura condiviso adatto alle Sue esigenze.

Sono sostenitore del binomio inscindibile (psicologia e biologia): la terapia della parola che cura la persona e la terapia farmacologica che cura il cervello.

Nel caso in cui è necessario l’utilizzo dei farmaci, bisogna tener presente che ogni persona è diversa dall’altra per cui l’effetto delle cure cambia molto da una persona all’altra.


I tempi di guarigione possono variare molto da un paziente all’altro, sono da considerare vari fattori: una diversa risposta al farmaco, l’intensità del disturbo, il tempo in cui il paziente è stato ammalato (più è precoce il trattamento più rapida sarà la guarigione).


La terapia farmacologica consigliata è da considerarsi "dinamica", ovvero da modificare sulla base della risposta clinica, pertanto le visite di controllo sono importanti non solo per “aggiustare” la terapia ma soprattutto per educare il paziente a gestire il proprio disturbo e riconoscere i sintomi precoci di una possibile ricaduta depressiva ed ansiosa.


Il segreto di un benessere senza effetti collaterali è legato ad una terapia fatta su misura per quel preciso paziente. 


Nel caso in cui il farmaco consigliato non dovesse far bene, si può ridurre o sostituire, da qui la necessità di uno stretto dialogo tra medico e paziente. Tutte le soluzioni terapeutiche indicate sono basate sul costante aggiornamento scientifico e sulle linee guida internazionali.

La psicoterapia individuale, della durata di quarantacinque minuti circa: intervento che necessita di sedute continuative e frequenti al fine di migliorare lo stato di benessere della persona.  I percorsi di psicoterapia possono avere una frequenza settimanale, quindicinale e mensile a seconda delle necessità del caso.

Le informazioni rese tramite telefono e/o posta elettronica non sostituiscono, in nessun caso, un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico.

La finalità delle consulenze telefoniche non è quella di formulare una diagnosi o fornire la prescrizione di farmaci, per ovvi motivi di deontologia medica, ma quella di poter dare spunti di riflessione sul proprio stato o sul percorso medico o psicoterapico che si è intrapreso. 

La determinazione, la riduzione o la sospensione di un trattamento farmacologico deve avvenire esclusivamente mediante visita specialistica-colloquio presso l’ambulatorio del Dott. Giuseppe Restuccia, in ogni caso è sempre necessaria una supervisione medica.

La posta elettronica non può essere considerata un mezzo di comunicazione urgente, poiché la lettura dei messaggi non può avvenire in tempo reale per eventuali problemi di collegamento ad internet o per assenza del medico per impegni congressuali.

Gli SMS non possono essere utilizzati per ovvi motivi di deontologia medica per ricevere modifiche della terapia farmacologica.



giovedì 21 novembre 2013

Mal d’Autunno




Fin dall’antichità è stato osservato che i disturbi dell’umore sono sensibili ai cambiamenti di stagione tanto che Ippocrate riteneva che in inverno prevalesse la produzione di bile nera, responsabile della melanconia ed in primavera l’eccedenza di sangue provocasse caldo ed emotività. Studi recenti hanno confermato che insonnia, irritabilità, svogliatezza e stati ansiosi presentano un chiaro incremento in primavera ed in autunno.
Le diverse stagioni giocano un ruolo fondamentale nella depressione, in modo particolare la primavera e l’autunno, le cosiddette mezze stagioni sembrano essere delle vere e proprie “alleate” del mal di vivere.
La primavera ha sempre rappresentato il risveglio delle funzioni biologiche e degli stimoli e l’autunno il letargo.
Le modificazioni stagionali sono strettamente correlate al fotoperiodo, ossia alla durata delle ore di luce in una giornata. E da questo fattore, dipende ovviamente la quantità di luce che il nostro organismo riceve attraverso la retina che può condizionare il livello di benessere. 
Il passaggio stagionale può influire sul decorso di alcune malattie psichiatriche.
Ognuno di noi, ad ogni cambio di stagione, può avvertire piccoli disturbi come alterazioni del sonno, cali di energia e di attenzione. È chiaro che questi cambiamenti, avvertiti come “piccoli” da una persona completamente sana, possono risultare più consistenti in un soggetto che già soffre di un disturbo psichico.
E’ raccomandabile che i soggetti in trattamento farmacologico prendano contatto con il proprio medico curante ogni volta che avvertono anche il minimo cambiamento dei sintomi. Mai minimizzare i primi sintomi di insonnia, deficit di concentrazione, riduzione delle energie, irritabilità, difficoltà in campo lavorativo e nei rapporti sociali. Non importa se il disturbo si è presentato per anni allo stesso modo e ha avuto le stesse variazioni stagionali. Ci può essere l’anno in cui le cose cambiano e non sempre il paziente può essere in grado di accorgersene da solo. E’ assolutamente necessario concordare ogni intervento farmacologico con il proprio medico curante, psichiatra o medico di famiglia. Una gestione accorta dei farmaci assunti, infatti, consente di ottenere il risultato desiderato tenendo sotto controllo gli effetti indesiderati. Ogni intervento deve essere mirato e “ad personam” vale a dire focalizzato sulla storia di vita unica ed irripetibile di ogni singolo individuo.

Per approfondimenti contattare il Dott. Giuseppe Restuccia
Cell. 329 8186989 email: giusepperestucciapsichiatra@yahoo.it